La legge dei grandi numeri che prima aveva condannato il Palermo a 5 sconfitte di fila fa un regalo ai rosanero. Tre punti importanti, che non risolvono la crisi di identità della squadra, ma che almeno danno un po' di ossigeno.
Dopo dieci minuti la linea difensiva del Milan sbaglia clamorosamente un fuorigioco e Dorin "Nosferatu" Goian si trova solo soletto davanti ad Abbiati. Controllo e tiro, gol. "Non ci crede nemmeno lui! Non ci crede nemmeno lui!!! Nosferatuuuuu!!! " Queste le mie dichiarazioni a caldo fatte al gatto Lenin, che mi guardava sempre più stupito e perplesso. Dall11' in avanti si gioca a una porta sola, la nostra. Ma stranamente la difesa regge. Regge eccome. Migliaccio è monumentale, arpiona palloni, mena come un disgraziato e Gattuso si sente in difetto, in confronto pare un'educanda. Munoz anticipa con precisione, Goian, galvanizzato dalla rete, fa il suo lavoro con ottimo piglio. Cosmi decide di far uscire Pastore (in netta ripresa, pazientate che a breve il Flaco ritorna a livelli stellari) ed entra il Capitano al posto di un Pinilla operaio. E finalmente la squadra si distende, andando vicino al raddoppio con Hernandez che tira male.
Triplice fischio, trentamila persone tirano un sospiro di sollievo e comincia la festa.
Domanda: quale tifoseria non ha contestato la sua squdra anche dopo aver preso 7 pere in casa? Quale curva non smette mai di cantare nemmeno dopo 5 sconfitte di fila? La nostra.
Tra due settimane il derby. Ho detto tutto. Il derby.
Infine mi stringo in un abbraccio ideale con la famiglia Morello, che ha perso la piccola Livia la settimana scorsa.
La società aveva chiesto un minuto di silenzio. La Lega ha risposto no. Livia non era un soldato. Era una ragazzina, figlia di un bravissimo giornalista, che amava il Palermo.
La curva ha esposto uno striscione in suo ricordoe ha osservato il minuto di raccoglimento.
Lega calcio, mi fai sempre più pena.
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martedì 22 marzo 2011
lunedì 28 settembre 2009
Una lenta agonia
Ok, il titolo è un po' inquietante, lo ammetto. Ma voi come definireste la partita del Milan di ieri?
Leonardo presenta la sua squadra con Abate terzino destro, Gattuso e Ambrosini a centrocampo, Huntelaar e Dinho in avanti. Per il resto nessuna novità. Pronti-via e comincia la sofferenza. Dopo dieci minuti Seedorf fa chiari segnali verso la panchina. Ha il cagotto. Davvero, il cagotto.
Vabbè, su, non scoraggiamoci. Rivas comincia lo show. Percussioni, dribbling, profondità. Donati martella che è un piacere, con buona pace di Braida, davvero un genio a cederlo in Scozia. Quanto servirebbe adesso uno così al Milan. Più volte nel corso della partita il Milan rischia di capitolare e il solo Storari si merita la sufficienza. Per il resto calma piatta. Ronaldinho conferma di essere fuori forma, Huntelaar non ne prende una, Seedorf deve stringere le chiappe e quindi non può nemmeno muoversi. In panchina si assiste a un dialogo agghiacciante. Tassotti: "Andiamo a due all'ora." Leonardo. "Durissima, è durissima."Si sintetizza qui la prestazione dei rossoneri. Sfortunato il Bari, che più volte conduce l'azione con geometrie perfette, ma paga l'inesperienza la davanti.
Leo, chi te lo ha fatto fare????
In casa Juve e Inter non va meglio: una fermata da un Bologna davvero in palla, l'altra addirittura sconfitta da una Samp fortunata e brava a crederci.
Pareggiano Catania e Roma, idem Lazio e Palermo. Il Genoa continua il suo trend negativo con l'Udinese ad approfittarne.
Che dire, una domenica relativamente significativa. Niente è scontato. Campionato aperto a qualsiasi soluzione, classifica cortissima.
Scena preferita: Sirigu in Lazio-Palermo. A fine partita, sconsolato, si accascia vicino al palo e quasi piange. Un ragazzo del vivaio rosa-nero, migliore in campo, umile ma con personalità. Nessuna colpa sul gol del paregggio, e anche se ne avesse avute nessuno avrebbe potuto recriminare. La squadra di Ballardini meritava anche di più visto quanto prodotto nei 90 minuti. Coraggio Salvo, stai su!
A presto, amici sportivi!
Tore
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