lunedì 14 giugno 2010

Capitano, mio Capitano.

Caro Capitano,
le storie d'amore, si sa, a volte finiscono, per mille motivi diversi: perchè non ci si capisce, perchè non ci si ama più, perchè si ha paura.
In questi anni non ho mai dubitato di te e della tua classe. Della tua capacità di essere un grande giocatore in campo e un uomo onesto, con dei valori, fuori. Ultimamente il tuo nome è accostato a una squadretta inglese, che grazie al regime fiscale allegro che contraddistingue la Gran Bretagna, può permettersi di offrirti un ingaggio altissimo che il Palermo non può pareggiare.
Ne abbiamo passate tante insieme: gioie e dolori, ma insieme, uniti, con la grinta che ci contraddistingue. Ti ricordi quando hai passato del tempo fuori per infortunio, vero? Anche durante quel periodo orribile la curva ti è stata vicino. Ogni domenica c'era un coro per te, anche se stavi fuori.
Poi sei rientrato, e quest'anno ci hai deliziato con 19 magie, 19 tuoni, 19 volte ci hai fatto urlare "Minchia 'ru gol!!!!!!". Tu sei entrato nella storia di questo club, sei il miglior realizzatore del Palermo in serie A. La nostra bandiera è accanto a quella del tuo Lecce (nostri fratelli), tatuata sul tuo braccio.
E adesso? Bastano "quattro soldi" per dimenticare tutto? Forse sì, forse i soldi si portano via tutto, anche le storie d'amore belle come questa. O forse no.
La decisione sta a te, Capitano. Da parte mia, tifoso palermitano in piena Padania, c'è la speranza che tu possa rimanere con noi, nella città e nella squadra del Palermo, che tanto ti ama. Se tale speranza sarà da te disattesa, con qualche lacrima e un po' di rabbia, idealmente ti abbraccerò e ti saluterò. Ma anche il tuo nome finirà tra coloro i quali hanno illuso questa piazza, dato un altro colpo a questa città che deve convivere con 1000 altri problemi.
Ciao Capitano.

1 commento:

  1. Bello il tuo post! Dai, speriamo che non se ne vada solo per i soldi...

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